Giu 25, 2021

Giuda

Tratto dal libro “La pazzia del sacrificio” di Nik Ripken (acquistabile da qui), veterano del mondo missionario da oltre 30 anni, con un focus sul mondo musulmano e principalmente in Nord Africa e in Medio Oriente. Nik è l’autore dei bestseller “La pazzia di Dio” e “La pazzia dell’obbedienza”. Lui e la moglie Ruth hanno condotto ricerche approfondite in oltre 70 Paesi incontrando cristiani perseguitati di ogni estrazione e contesto sociale, per comprendere il modo in cui vedono la sofferenza attraverso una lente biblica.

Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito e, apertamente, così dichiarò: “In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà” – Giovanni 13:21

Alcuni anni fa, stavamo partecipando a una alquanto sorprendente riunione in una piccola città dell’Africa orientale. Un benefattore aveva organizzato una riunione di discepoli di Gesù, provenienti da diversi Paesi a maggioranza musulmana del Nord Africa e del Medio Oriente. In alcuni casi, quei responsabili di chiesa potevano servire apertamente nei propri Paesi, in altri dovevano farlo in segreto. Sebbene tali riunioni fossero alquanto insolite, noi sfruttammo l’opportunità per pregare, studiare e condividere insieme le storie sull’opera di Dio.

Uno dei pastori che incontrammo serviva in Iran ed era stato invitato per parlare di ciò che Dio stava facendo nel suo Paese. Aveva circa quindici minuti a disposizione, ma due ore dopo stava ancora raccontando della splendida e incredibile opera di Dio in Iran.

Secondo la testimonianza di quel pastore…

==>> Secondo la testimonianza di quel pastore, le persone si stavano convertendo a Gesù e stavano annunciando il vangelo con franchezza e coraggio, mentre Dio stava benedicendo la loro fedeltà. Sorprendentemente, affermò che anche i musulmani si stavano convertendo a Gesù per mezzo della chiesa in Iran.Il frutto non proveniva solo dalla testimonianza segreta e nascosta, perché le persone accettavano Gesù nella propria vita apertamente, in chiese professanti. Eravamo sbalorditi ed emozionati, ascoltando ciò che accadeva in Iran.

La testimonianza di quell’uomo includeva dettagli specifici. Sorprendentemente, utilizzò nomi veri di persone e citò luoghi specifici. In generale, esistono limiti a ciò che si può condividere apertamente, ma quel pastore iraniano si sentiva particolarmente libero di parlare in quel contesto. Durante il racconto, alcuni lo interruppero qualche volta per consigliargli di essere più cauto, ma egli continuò a raccontare la sua storia. Quel giorno, udimmo storie sull’opera di Dio in Iran che non avevamo mai sentito prima. Soprattutto, ascoltammo storie che non avremmo mai potuto immaginare.

Due settimane dopo, avendo ciascuno ripreso le proprie strade, apprendemmo che quel pastore iraniano era scomparso. Il suo corpo mutilato fu ritrovato nei pressi della sua abitazione in Iran. Quell’uomo, così utile all’attività di Dio in Iran e così schietto nei dettagli durante quella riunione, era stato assassinato.

In quel momento, non era chiaro cosa fosse accaduto. Cinque anni più tardi, però, durante una riunione in un’altra parte del mondo, apprendemmo che qualcuno, all’interno di un’altra riunione segreta, aveva tradito quel pastore iraniano. Qualcuno seduto insieme agli altri credenti, che ascoltava le storie sull’opera di Dio, cantava i canti di adorazione insieme al gruppo, pregava insieme agli altri e dichiarava di essere un discepolo di Gesù, aveva tradito quell’uomo di Dio in Iran. Il pastore pagò il prezzo più alto a causa di quel tradimento.

Non possiamo pensare a questa storia senza ricordarci della storia narrata nel capitolo 13 del vangelo di Giovanni. Talvolta, nelle storie di fede compare un personaggio di nome Giuda. Qualunque sia il movente di Giuda, il risultato è il tradimento.

Purtroppo, il tradimento comporta spesso un prezzo elevato.

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