Scarta la speranza!
Di Cristian Nani, direttore di Porte Aperte in Italia
Secondo un bellissimo passaggio delle Scritture, vergato dall’apostolo Paolo, la speranza va “scartata”, o per lo meno così io lo visualizzo. Scrivendo ai Romani (5:3-5), infatti, presenta la speranza che non delude come un dono, dentro un pacco che è l’esperienza, avvolto in una carta regalo che è la pazienza e ben chiusa da un nastro luccicante che è l’afflizione. Per me e te che viviamo in un paese libero questa metafora sloga la realtà che viviamo, specie in periodo natalizio. Ma per chi è perseguitato, invece, la rappresenta bene.
Queste festività per molti bambini e per molte famiglie in terre di persecuzione è un momento di apprensione, perché spesso la violenza anticristiana cresce. Poco importa se festeggino o meno il Natale, è il mondo iperconnesso ad accendere le luminarie su questa festa, una narrazione che in un’epoca digitalizzata raggiunge – volenti o nolenti – anche i paesi dove è oppresso colui che crede nel Cristo di cui teoricamente parla questa festività. E così sangue di nostri cari viene puntualmente sparso ogni anno e si sa, il sangue è altamente infiammabile, ne chiama altro e poi altro ancora.
Ho visto con i miei occhi come la violenza trasformi la carne. Ma con questi stessi occhi ho visto anche come l’amore di Dio trasformi i cuori. Un filosofo contemporaneo afferma: “L’amore supera la violenza non nello spazio, ma nel tempo. Solo il tempo può vincere lo spazio. Ci sono uomini che signoreggiano lo spazio, ci sono uomini padroni del tempo. Dipende dal Dio a cui hanno scelto di votarsi”.
Nella vita dei nostri fratelli perseguitati, la violenza anticristiana e chi la commette irrompono e conquistano tutto lo spazio fisico, mentale ed emotivo. Il persecutore signoreggia quello spazio, ma solo per un tempo, poiché il Dio scelto dalla nostra famiglia in Cristo signoreggia il tempo, dato che, usando le parole di Giovanni, quel Dio è amore.
Ho sentito con le mie orecchie il frastuono della violenza. Ma con queste stesse orecchie ho sentito sorelle perdonare gli assassini dei loro mariti, fratelli perdonare i persecutori più brutali, bambini perdonare chi gli aveva strappato i genitori, e questo Amore vince il tempo poiché imita Colui che è eterno.
E quindi, parlando di per-doni, in queste festività l’afflizione farà capolino nelle vite di bambini e genitori perseguitati, preghiamo insieme che ai piedi della croce essi possano scioglierne il laccio, scartando la pazienza e l’esperienza per ricevere il dono della speranza che non delude.
E se è nelle nostre capacità, offriamo loro un po’ della nostra abbondanza. Se non sai come farlo, affidati a noi: è la nostra chiamata far loro pervenire il tuo aiuto, il tuo amore, la tua speranza.