Non toccate mia sorella
Di Cristian Nani, direttore di Porte Aperte in Italia
201 milioni di donne nel mondo non godono del diritto di credere in Gesù Cristo. Per dirla ancora meglio, 201 milioni di donne cristiane nel mondo sperimentano almeno un livello alto di discriminazione e persecuzione a causa proprio della loro fede in Gesù.
Per essere ancora più precisi, secondo i dati della World Watch List 2026, il report pubblicato annualmente da Porte Aperte e che per noi rappresenta anche una mappa di preghiera per i cristiani perseguitati, sono 144 milioni le donne adulte e 57 milioni le minori di 15 anni nel mondo bersaglio di odio e violenza in quanto cristiane.
Da qualche anno la nostra missione sta inoltre cercando di rompere il muro del silenzio degli abusi e delle violenze sessuali perpetrati contro le cristiane e ogni anno i numeri che raccogliamo aumentano: sono 5.202 gli abusi, di cui 1.147 i matrimoni forzati, cioè bambine, ragazzine o donne cristiane forzate con la violenza a sposare qualcuno per estirpare da loro non solo la gioia, la salute, il futuro, ma anche e soprattutto la loro fede.
La saggezza dei Proverbi biblici ci intima di essere voce per chi voce non ha: “Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici; apri la bocca, giudica con giustizia, fa’ ragione al misero e al bisognoso” (Proverbi 31:8-9).
In questo numero della nostra rivista, ci fermiamo a ricordare le donne, le ragazze, le bambine cristiane perseguitate a motivo di Gesù: insieme alle vostre preghiere, questo è il nostro modo di aprire la nostra bocca in loro favore.
Sono costrette al silenzio, all’infelicità e vogliamo gridare insieme: Non toccate mia sorella!