Perché prendersela con le donne e le ragazze?

Di Helene Fisher, specialista della persecuzione di genere per Open Doors International

Porte Aperte produce da 5 anni un report annuale (che puoi scaricare QUI), redatto per portare alla luce violazioni che spesso non vengono rilevate, per rafforzare la resilienza delle comunità cristiane.

Il report evidenzia pratiche che spaziano da dannose consuetudini in Asia centrale a tradizioni di tutela maschile in Medio Oriente e Nord Africa, a crimini impuniti a causa di insicurezza e corruzione in America Latina. Sono tutti esempi di persecuzione religiosa specifica di genere in regioni diverse, così radicate che la via di uscita non sembra immediata.

Per prendere di mira la Chiesa ai persecutori servono risorse minime; sfruttando credenze socioculturali su uomini e donne, i persecutori possono efficacemente fratturare le comunità. Il messaggio finale di rifiuto è lo stesso per uomini e donne, ma i metodi sono diversi. Le aspettative circa la purezza sessuale femminile e il ruolo maschile di leadership e sostegno economico portano ad attacchi strategici, volti a causare il maggior danno possibile. Per arrivare a isolare i cristiani, gli uomini possono essere di fatto rimossi dalle comunità, mentre le donne possono essere isolate all’interno delle famiglie.

==>> I cristiani emarginati per la fede sono generalmente in grado di resistere alla persecuzione. Tuttavia, le credenze comunemente diffuse su uomini e donne, possono creare occasioni espressamente legate al genere che consentono ai persecutori di causare danni verso cui i cristiani non sono resilienti. In particolare, gli effetti traumatici a lungo termine minacciano di frammentare il tessuto delle relazioni familiari e comunitarie, che possono essere peggiorate o alleviate a seconda della risposta delle comunità agli attacchi.

Nel 90% dei primi 50 paesi della World Watch List sono stati riportati casi di violenza sessuale ai danni di donne cristiane. Un Punto di pressione correlato è il rapimento, riportato nel 62% dei Paesi. La persecuzione di donne e ragazze cristiane punta a considerarle oggetti sessuali e portatrici di vergogna. Le donne vengono ritenute “premi” sessuali e usate come strumenti per punire o danneggiare la comunità cristiana in senso ampio. Vengono largamente considerate di valore inferiore, sia in quanto cristiane sia in quanto donne. Sono bersagli più facili per crimini sessuali, dunque gli attacchi potrebbero anche derivare dalla loro condizione di inferiorità generale anziché da ragioni espressamente religiose.

Le donne “non hanno pregio o valore” spiega un esperto in Afghanistan. “Se scoperte, le donne non sposate vengono usate come spose e madri per una nuova generazione di combattenti talebani o avviate alla schiavitù sessuale. Minacciati con le armi, i padri vengono costretti a dare le proprie figlie ai combattenti”, continua l’esperto, “e le ragazze giovani, anche adolescenti, vengono tolte dalla scuola e forzate al matrimonio [con un talebano].” Al contrario, in America Latina con dinamiche simili all’Africa subsahariana, “i capi criminali hanno particolare attenzione nei confronti dei figli di genitori [cristiani] devoti”, spiega un esperto in Messico, “perché si presume che siano obbedienti”. Prese di mira per la loro percepita purezza sessuale e docilità, le ragazze vengono usate sia come oggetti sessuali sia come mezzo di punizione. Se un responsabile di chiesa dovesse condurre attività missionaria nel territorio di una di queste bande, violentare sua figlia sarebbe un mezzo per punirlo.

La Chiesa deve riappropriarsi di risposte coese e compassionevoli che hanno il potenziale di sfidare potentemente la vergogna e il rifiuto innescati dagli attacchi a uomini e donne, agendo in modo contro culturale.