Pulcini in volo
Di Cristian Nani, direttore di Porte Aperte in Italia
Un caro amico mi ha condiviso un aneddoto interessante. La femmina di pettirosso costruisce il nido per deporvi le uova, mentre il maschio provvede protezione e cibo. Lei le cova per un paio di settimane circa, mentre il maschio vigila e supporta. Dopo la schiusa, entrambi nutrono i piccoli per un altro paio di settimane circa. Poi accade qualcosa di speciale: i genitori volano via e si appostano su rami vicini, osservando i pulcini a distanza di sicurezza reclamare cibo a squarciagola. Non li lasciano di certo morire di fame o alla mercè di predatori, ma attendono che si lancino nel loro primo volo. L’amico a questo punto mi ha chiesto: “Secondo te, quale pulcino si lancia in volo per primo?”. Mentre riflettevo su una possibile risposta pensando al primogenito o al più forte e sviluppato (risposte plausibili), l’amico mi ha anticipato affermando: “Il più affamato”.
Il più affamato… è una straordinaria metafora del cammino cristiano. Il Padre conferisce al Suo Spirito il compito di covare la vita in noi, mentre il Figlio è il cibo che, una volta schiusa l’esistenza al mondo, porta alla vera Vita, quella eterna.
Per spiccare il volo non serve chissà che cosa, serve la fame o, per dirla meglio, dare ascolto alla vera fame. A chi non ha fede nel Cristo Risorto, potremmo dire: quell’insoddisfazione latente che senti, è fame di qualcosa di più dell’appagamento dei tuoi desideri, è fame del “pane della vita”, un pane che sazia e risponde domande esistenziali che ti tormentano.
A chi da tanto cammina con il Signore e si sente perso nei problemi della vita, forse stai mangiando altro, per questo hai un costante reflusso spirituale, emotivo; forse la tua tavola è imbandita di mille cose che non soddisfano il tuo appetito profondo ed è il momento di spiccare il volo, per non essere più un pulcino affamato, per volare e diventare padre e madre di altri.
Lo comprendono bene in terre di persecuzione quei genitori che devono decidere se iniziare a nutrire i propri figli della Parola che dà la vita, esponendo l’intera famiglia al rischio di discriminazioni, vessazioni e violenze. In Corea del Nord, in Somalia, in Libia, in Afghanistan, in molti paesi è un dilemma che i genitori affrontano e che qualcuno prima ha affrontato portando loro nella posizione in cui sono.
La scorsa estate abbiamo lanciato una campagna intitolata “Un segreto che non può essere tenuto nascosto”, il cui sottotitolo spiega: “Il rischioso compito di tramandare le fede alle nuove generazioni”, attraverso la quale vi abbiamo chiesto aiuto per equipaggiare i perseguitati di Bibbie per bambini e/o di cura, formazione e discepolato per la crescita spirituale dei più piccoli. L’intento è quello di dare cibo solido e poi accompagnare questi pulcini a spiccare il volo, affinché diventino padri e madri di altri.