Volere Dio, ma non il Suo Regno

Tratto dal libro “Operazione Ninive” di Fratello Andrea, missionario e fondatore di Porte Aperte/Open Doors.

“Ma Giona si mise in viaggio per fuggire a Tarsis, lontano dalla presenza del Signore. Scese a Iafo, dove trovò una nave diretta a Tarsis e, pagato il prezzo del suo viaggio, si imbarcò per andare con loro a Tarsis, lontano dalla presenza del Signore” (Giona 1:3)

È più semplice immedesimarsi con Giona che con qualsiasi altro profeta. Gli altri sono così santi. Giona è molto più simile a noi.

Dio dice: Vai ora!

Giona risponde: No!

Il problema principale di Giona: amava troppo se stesso. Lui pensò: “Dio mi farà sembrare un pazzo davanti a tutti e perderò la faccia!”.

Rifiutava di essere pazzo per Cristo. Voleva Dio, ma non il Regno di Dio.

==>> Voleva le benedizioni, senza assumersi alcuna responsabilità. Non strappava le persone dall’inferno, anzi lasciava tranquillamente che vi andassero! Non aveva compassione per i perduti. Aveva del denaro da spendere. Così, invece di andare a est verso l’Iraq, si diresse a ovest e comprò il biglietto per una “crociera” sul Mediterraneo. In fin dei conti erano i suoi soldi ed era libero di spenderli come voleva. Non si fermò a riflettere che stava spendendo i soldi di Dio. Giona pagò con i soldi di Dio per fuggire dalla chiamata di Dio. Noi abbiamo ricevuto un incarico importante: si chiama Grande Mandato. “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli” (Matteo 28:19a). Credo che Dio abbia chiamato gente in ogni generazione per adempiere il grande mandato nella loro vita. Ma troppi sono fuggiti.

Dov’è la nostra compassione? Dio vuole che NESSUNO perisca! Questo è valido per Ninive, Amsterdam, Roma e New York. Noi siamo responsabili per le Ninive di oggi!

Perché non piangiamo per i musulmani? Sì, perché non piangiamo per gli estremisti? Quale stile di vita stiamo conducendo: siamo spettatori, comodamente seduti sui nostri divani, che assistono allo spettacolo del mondo senza intervenire?

Di fronte a questo un uomo può svagarsi o sentirsi sfidato. Lo svago costa caro: TV, radio, letteratura, crociere, sport, viaggi (inclusi in Terra Santa), lussi, cibo, ristoranti (oltre alle spese familiari)… E poi, alla fine avremo perduto ogni cosa, TUTTO.

Siamo così convinti che non ci sia più niente da fare per l’opera di Dio! Ci indebitiamo per poter acquistare oggetti materiali. Perché non lo facciamo per le missioni? Non possiamo dare ciò che non abbiamo e il verbo “avere” non è biblico e non appartiene alla lingua ebraica. Ma il verbo essere sì. È presente anche nel nome di Dio. Essere sfidato, invece, non costa nulla: tutto ciò che sei, in altre parole, tutta la tua vita.

Noi siamo rappresentanti.

Tutto ciò che abbiamo ci è stato solo affidato.

Un giorno dovremo rendere conto di ciò che ne abbiamo fatto (Romani 14:12).

Giona fuggì perché vide l’opportunità come un nemico, invece di vedere il nemico come la sua maggiore opportunità.