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A cura di Cristian Nani, direttore di Porte Aperte/Open Doors.

È la fede pericolosa quella che ricercheremo con questo blog. E lo faremo esplorando. Perché la fede cristiana è una fede che si interroga, la cui apertura alare abbraccia l’universo e la vita oltre di esso.

Esplora, ricerca, interrogati.

Di Paul Estabrooks, missionario, autore di vari libri, coordinatore del famoso Progetto Perla (1981, un milione di Bibbie in Cina in una notte), storico collaboratore di Porte Aperte, impegnato in svariati fronti tra cui nello sviluppo dei seminari “Resistere nella tempesta” utili a preparare i cristiani perseguitati alla persecuzione.

“Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate stare saldi contro le insidie del diavolo” – Efesini 6:11

Negli anni ’80, un collaboratore di Porte Aperte/Open Doors visitò, in Vietnam, il pastore Tu, leader della rete di chiese in casa in più rapida crescita a quel tempo. Il pastore Tu aveva appreso da un membro della propria chiesa che le autorità minacciavano di imprigionarlo.

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Di Cristian Nani

Avete presente quelle scenette in chiesa in cui un gruppo di bambini rappresenta una storia biblica? Quante ne abbiamo viste (e alcuni di noi interpretate!) nel corso del nostro cammino di fede?

Me li vedo dei piccoli Sadrac, Mesac e Abed-Nego entrare fieri in una fornace di cartapesta, mentre mamme e papà scattano foto con uno sguardo tra il commosso e il divertito: adorabili!

E quando la scena dovrebbe essere finita, me lo vedo il piccolo Mesac deciso a non uscire dalla fornace perché troppo emozionato dall’essere il centro dell’attenzione di tutte quelle persone: immancabile!

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Di Cristian Nani

Pellegrini su questa terra… è una delle visioni del cristiano più affascinanti.

Un pellegrino viaggia. Cambia luoghi. Ammira paesaggi.

Un rischio del cristianesimo occidentale è che il nostro panorama sia drasticamente “urbano”.

E con questo intendo composto da linee geometriche studiate dall’uomo, luci e colori riprodotti in base a strategie di marketing e orizzonti confortevolmente prevedibili.

Istintivamente addomestichiamo ciò che è selvaggio. Prendiamo una foresta e la trasformiamo in giardino, per sentirci più sicuri. 

Tutto ciò, però, elimina complessità e bellezza, due aspetti che alimentano la nostra intelligenza. E più che pellegrini in un mondo straniero, tendiamo a diventare pendolari in un pianeta ben conosciuto.

Come Gesù, il pellegrino cerca anche un momento nel deserto, nella natura, distante dall’umanità, per un tempo personale con Dio. La scienza moderna conferma che un tempo appartati nella natura riduce drasticamente i livelli di stress e ci conferisce salute.

La regola del 20-5-3 ci potrebbe essere utile.

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Di Tiffany Barrans, responsabile dell’advocacy/patrocinio per Open Doors International

“Parla per coloro che non possono parlare per loro stessi, per i diritti dei bisognosi” – Proverbi 31:8

La Scrittura è ricca di riferimenti inerenti alla Chiesa vista come un solo corpo, il quale soffre con coloro che soffrono (1 Corinzi 12:26). Essendo seguaci di Cristo sulla Terra, siamo chiamati a perseguire la giustizia (Michea 6:8), ad appellarci alla causa dell’oppresso (Isaia 1:17; Salmi 82:3) e a difendere chi soffre (Ezechiele 22:30). Ebrei 13:3 ci esorta a…

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Giuda

Tratto dal libro “La pazzia del sacrificio” di Nik Ripken (acquistabile da qui), veterano del mondo missionario da oltre 30 anni, con un focus sul mondo musulmano e principalmente in Nord Africa e in Medio Oriente. Nik è l’autore dei bestseller “La pazzia di Dio” e “La pazzia dell’obbedienza”. Lui e la moglie Ruth hanno condotto ricerche approfondite in oltre 70 Paesi incontrando cristiani perseguitati di ogni estrazione e contesto sociale, per comprendere il modo in cui vedono la sofferenza attraverso una lente biblica.

Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito e, apertamente, così dichiarò: “In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà” – Giovanni 13:21

Alcuni anni fa, stavamo partecipando a una alquanto sorprendente riunione in una piccola città dell’Africa orientale. Un benefattore aveva organizzato una riunione di discepoli di Gesù, provenienti da diversi Paesi a maggioranza musulmana del Nord Africa e del Medio Oriente. In alcuni casi, quei responsabili di chiesa potevano servire apertamente nei propri Paesi, in altri dovevano farlo in segreto. Sebbene tali riunioni fossero alquanto insolite, noi sfruttammo l’opportunità per pregare, studiare e condividere insieme le storie sull’opera di Dio.

Uno dei pastori che incontrammo serviva in Iran ed era stato invitato per parlare di ciò che Dio stava facendo nel suo Paese. Aveva circa quindici minuti a disposizione, ma due ore dopo stava ancora raccontando della splendida e incredibile opera di Dio in Iran.

Secondo la testimonianza di quel pastore…

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