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A cura di Cristian Nani, direttore di Porte Aperte/Open Doors.

È la fede pericolosa quella che ricercheremo con questo blog. E lo faremo esplorando. Perché la fede cristiana è una fede che si interroga, la cui apertura alare abbraccia l’universo e la vita oltre di esso.

Esplora, ricerca, interrogati.

Vi racconterò una storia vera. 

La protagonista è una donna, il cui soprannome era Anna, una delle tantissime invisibili, indomabili edificatrici del Regno di Dio, capace a 82 anni, borsa in spalla, di girare la Cina per parlare di Cristo in tempi di persecuzione.

Ma andiamo con ordine…

Anna viveva in Cina, in tempi di forte persecuzione. Per imposizione della famiglia, passò la vita intera a curare prima i genitori e poi i 4 fratelli. Non imparò a leggere e scrivere. Non viaggiò. Non sperimentò un granché del mondo. Ma entrò in contatto con il Vangelo, si convertì e nel segreto crebbe nella fede ascoltando la Bibbia letta da altri.

Aveva 82 anni quando l’ultimo fratello morì e tutto quello che aveva fatto nella sua vita era stato prendersi cura di questi familiari.

Non aveva risparmi. Tutte le ricchezze della famiglia erano state confiscate dai comunisti. Tuttavia…

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In questa epoca turbolenta, ho forzato me stesso all’ascolto, tanto del mio mondo interiore che di quello esteriore, e ho sentito oscillazioni tra il “Non vedo l’ora che tutto finisca per tornare come prima e riabbracciarci” e il “Facciamoci una promessa: quando tutto sarà finito, il metro di distanza lo manteniamo lo stesso”.  

Credo che in entrambe queste estremità emotive risieda una tensione tra speranza e nostalgia o, se volete, una visione del futuro speranzosa e una nostalgica.  

A quale deve aggrapparsi il cristiano?

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