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A cura di Cristian Nani, direttore di Porte Aperte/Open Doors.

È la fede pericolosa quella che ricercheremo con questo blog. E lo faremo esplorando. Perché la fede cristiana è una fede che si interroga, la cui apertura alare abbraccia l’universo e la vita oltre di esso.

Esplora, ricerca, interrogati.

Parte 1 di 2

Un’intera fetta di mondo contenente ben oltre 3 miliardi di persone fatica ad essere raggiunta dal Vangelo. Perché?  

Avviluppati nella frenesia tipica dell’Occidente e, forse, in uno strisciante complesso di superiorità (culturale, economico, teologico) rispetto al resto del mondo, potremmo schivare una delle più grandi sfide della Chiesa odierna: i non raggiunti oltre cultura e attorno a noi.  

Milioni di membri di popolazioni fino a ieri quasi impermeabili al Vangelo, oggi vivono in Occidente, spinti da guerre, cataclismi e crisi economiche a trovare riparo da noi. Gruppi etnici dal Medio Oriente, dal Nord Africa e dall’Asia si muovono visibilissimi nella nostra società, tuttavia potremmo offrire loro un Vangelo invisibile ai loro occhi o, se preferite, inudibile ai loro orecchi.  

E se stessimo offrendo un Vangelo unidimensionale, quando invece le Scritture chiaramente ce lo consegnano in 3D?

Bonus track

Hai mai pensato al fatto che l’odio ha una sua… estetica?  

Ed è alquanto evidente che tale estetica sia suadente al punto da conquistarci a volte.  

Il 13 gennaio scorso abbiamo lanciato la World Watch List 2021, la mappa della persecuzione di Porte Aperte, uno strumento di preghiera che, come ogni anno, ti chiediamo di appendere a casa tua e nella tua chiesa, e di far conoscere a più persone possibili1.  

Ancora una volta la persecuzione aumenta in termini assoluti: il Covid si è aggiunto ad essa generando più opportunità di discriminazioni o, se preferisci, di odio nei confronti dei cristiani.  

Eppure non sono mancati i miracoli…

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di Jan Vermeer, autore di “Il paradiso dei Kim”

Ho conosciuto Jan Vermeer in Porte Aperte: lui è un collaboratore sul campo. La sua testimonianza merita una premessa perché, per usare le sue stesse parole: “Condivido questo con molta esitazione”. 

Jan, infatti, nel suo ruolo in prima linea per portarci le testimonianze dei perseguitati, ha sofferto di un esaurimento nervoso (burnout).  

Oggi sta bene e del suo percorso di guarigione ha scritto una serie di articoli. Perché chi imita Cristo, imita il figlio Dio che sceglie la via della vulnerabilità per offrire salvezza a uomini e donne che vogliano accoglierla.  

“Essere vicari della sofferenza di Cristo NON significa essere liberati DALLA sofferenza del mondo, ma piuttosto essere liberati PER la sofferenza del mondo”1.

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Nel mondo vige la legge del più forte.  

Ogni naturalista1 ne converrà.  

Quando Caino dopo aver ucciso Abele dice a Dio: “Sono io forse il guardiano di mio fratello?”2, dice qualcosa di estremamente naturale, logico. Chi sembra innaturale e illogico è il Dio biblico, perché viola completamente la legge del più forte o, se preferite, la legge naturale, per proporre all’uomo una variabile incontrollabile, un’alternativa che scardina ogni logica e che tecnicamente in natura non dovrebbe esistere: il bene 

Perché? Perché al bene non c’è alternativa.

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(Tratto dal libro Fango – Vivere una fede pericolosa, che puoi acquistare QUI)

L’Italia è oggi un paese molto conservatore.  

Ormai questa espressione è entrata nel gergo popolare. E’ strano per un popolo abituato alle diversità, alle scoperte, alle invenzioni e all’arte definirsi “chiuso e conservatore”. Ma è così. E la Chiesa subisce l’influenza della cultura in cui è inserita: chi pensa il contrario, non ha mai messo mano a un libro di sociologia o non ha mai analizzato il contesto italiano al di fuori della propria realtà di chiesa.  

Uno dei grandi punti di forza del cristianesimo è la capacità di esistere e diffondersi in tutti i contesti culturali.  

Pur promuovendo valori capaci di modellare cuori e menti, esso si diffonde aprendosi alla cultura dominante. In che modo altrimenti potrebbe influenzarla? Chiudendosi? Sinceramente non credo. La chiusura è per definizione assenza di comunicazione e quindi assenza di influenza. La potenza del Vangelo e dei principi in esso contenuti contagia la cultura dominante, letteralmente trasformando le anime che lo accolgono, là nella cultura in cui vivono.

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